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Il Diniego Di Hitler, riflessioni sul fumetto di Stuart McMillen

Stuart McMillen e’ conscio dei limiti dell’analogia che ha usato nel Il Diniego di Hitler.

Visto che questo e’ in l’internet (rete globale) e i trolls amano accusare gli scrittori di ignoranza, Stuart ha deciso di elencare preventivamente i limiti e i meriti dell’analogia della Seconda Guerra Mondiale e dei cambiamenti climatici usati nel Il Diniego Di Hitler.

Limite dell’analogia 1) Stuart non vuole glorificare la guerra, banalizzare le vittime della Seconda Guerra o suggerire che dovremmo iniziare una guerra per combattere i cambiamenti climatici.

Probabilmente questo e’ chiaro nel fumetto. Ma in internet e’ normale che le intenzioni degli scrittori vengano male interpretate.

Stuart McMillen ha scelto di sottolineare i fattori sociali che giravano attorno alla Seconda Guerra piuttosto che la stessa guerra. L’improvvisa decisione della Gran Bretagna di agire contro Hitler, e gli sforzi sociali che hanno aiutato la Gran Bretagna a vincere.

Stuart disapprova la violenza. Per fortuna non abbiamo bisogno di usare bombe e violenza per vincere la “guerra” sui cambiamenti climatici. Questo e’ un risultato che possiamo fare con l’economia, la tecnologia, l’ecologia e altri modi non violenti. Tutto il mondo può “lottare” dalla stessa parte nella missione di tagliare le emissioni di CO2.

Di sicuro ti interessa sapere che Il Diniego Di Hitler e’ tradotto anche in tedesco. Questa traduzione e’ stata fatta da un volontario che vive in Germania.

I tedeschi odierni sono imbarazzati dalle azioni del Partito Nazista di Adolf Hitler, e di come la loro nazione impazzi’ durante il periodo che va dal 1930 al 1940.

Infatti i tedeschi odierni vedono la Germania Nazista come una nazione separata dalla loro Repubblica Federale della Germania, che fu’ fondata nel 1949 e riunificata nel 1990. Se guardano un film che e’ ambientato nella Seconda Guerra Mondiale, sono psicologicamente dalla parte degli Alleati, sperando che l’Olocausto di Hitler possa essere fermato.

Stuart chiede scusa ai tedeschi odierni sul fatto inevitabile che la loro nazione sia raffigurata come un nemico da sconfiggere nel Il Diniego Di Hitler. Comunque Stuart McMillen si e’ preoccupato di specificare continuamente che il nemico era la Germania Nazista di Hitler piuttosto che la Germania odierna.

Limite dell’analogia 2) Hitler era una minaccia chiara e impersonificata.

Una persona reale, con i suoi baffetti e un esercito che stava movimentando per guerra e conquista.

In contrapposizione, il cambiamento climatico e’ una minaccia senza volto. Colpisce le nostre vite con un lento e costante aumento della temperatura media globale e influenzando i modelli climatici.

Per questi motivi, potrebbe essere più difficile per noi “vederlo” come una minaccia da affrontare, in contrapposizione alla facilita’ di individuare il malvagio Hitler. Il punto critico del cambiamento climatico e’ meno impersonificato delle truppe di Hitler che marciarono attraverso le strade della Polonia nel settembre del 1939.

Abbiamo bisogno della nostra vista a Raggi-X per correlare le siccità, le alluvioni e i cicloni con le emissioni di CO2 dell’uomo.

Limite dell’analogia 3) Coi i cambiamenti climatici siamo tutti parte del problema, specialmente i ricchi occidentali.

Fu facile per i membri delle nazioni Alleate dare la colpa ad Hitler per l’invasione di nazioni sovrane o per i suoi campi di concentramento. Esisteva chiaramente una suddivisione da incolpare fra i “noi” e i “loro”. Con il cambiamento climatico, tuttavia, abbiamo tutti parzialmente delle colpe.

Anche se adesso stiamo parlando dei problemi causati da nuovi stati emergenti come la Cina e l’India, dobbiamo riconoscere che le nazioni occidentali hanno iniziato molto prima ad utilizzare combustibili fossili.

Al momento abbiamo già superato i ¾ della strada verso i 2ºC di riscaldamento globale. La maggior parte degli atomi di carbonio nell’atmosfera che hanno origine dai combustibili fossili sono stati bruciati dalle nazioni occidentali. Noi e i nostri antenati siamo una grande parte del problema.

I ricchi occidentali, come Stuart, devono guardarsi allo specchio. Dobbiamo capire che i nostri stili di vita alti sono dovuti a tutti i combustibili fossili che sono stati bruciati a nome nostro durante le decadi e i secoli che ci hanno portato fino a questo punto. Il nostro benessere e’ storicamente legato al carbonio.

Il problema e’ impersonificato in noi, e le soluzioni devono essere realizzate da noi.

Limite dell’analogia 4) Anche se alla fine la Gran Bretagna ha “vinto” la Seconda Guerra Mondiale, le casualità sono state enormi.

L’Olocausto di Hitler ha ucciso 11 milioni di persone innocenti. Le casualità totali della Seconda Guerra Mondiale comprese di civili e personale militare furono di circa 60 milioni.

In questa logica, la Gran Bretagna era davvero in ritardo per “fermare” veramente Hitler.

Stuart McMillen ha sorvolato su questo fatto nel suo fumetto. Si e’ focalizzato sulla nazione che fu dichiarata “vincitrice” alla fine della guerra, la Gran Bretagna. Comunque Hitler riusci’ a completare molti dei sui brutali piani durante i suoi 12 anni di potere.

Da un certo punto di vista siamo confrontati con un destino simile riguardo al cambiamento climatico. La temperatura della Terra si e’ già riscaldata di 0.9ºC dall’inizio della Rivoluzione Industriale alla fine del 1700. I modelli climatici suggeriscono che un altro innalzamento di 0.5ºC sia inevitabile a causa delle nostre emissioni storiche.

Anche se smettessimo di emettere CO2 oggi, possiamo aspettarci un aumento delle temperature medie di almeno 1.4ºC rispetto a prima della Rivoluzione Industriale.

Come Churchill durante la Seconda Guerra Mondiale, potremmo alla fine “vincere” la nostra battaglia per fermare le emissioni industriali di CO2. Ma non sarebbe una vittoria senza sangue.

Soffriremmo di casualità durante la strada a causa del clima più caldo e imprevedibile. Come Churchill il nostro obbiettivo sarà quello di fermare le emissioni il prima possibile, sapendo che, dovremmo affrontare aumenti di temperatura inevitabili.

I meriti dell’analogia con la Seconda Guerra Mondiale

Anche con i difetti sopraelencati, Stuart McMillen pensa che l’analogia sia adatta per varie ragioni:

Merito dell’analogia 1) La popolazione Britannica entro’ nella Seconda Guerra Mondiale con riluttanza. Oggi siamo riluttanti sul tagliare le emissioni di CO2.

La guerra era un idea sia impopolare sia insondabile per la maggior parte dei britannici prima del 1939. L’Europa era recentemente passata per l’esperienza della Prima Guerra Mondiale (1914-18), e non cercava di rientrare in un altra guerra. La maggior parte delle persone voleva semplicemente continuare con le loro vite.

Questa sembra il comportamento di molte persone oggigiorno quando si parla del riscaldamento climatico. Molte persone trovano ragioni per scostarsi dalla necessita di agire per tagliare le emissioni di CO2. Queste persone preferirebbero vivere le loro vite senza ‘profeti di sventura’ che appaiono sulle loro televisioni affermando che dovremmo trasformare la nostra economia aziendale. Lo status quo e’ confortevole.

Merito dell’analogia 2) La strategia dominante degli anni 30 era quella di sottostimare Hitler. La strategia dominante del nostro tempo e quello di ‘sottostimare’ i cambiamenti climatici. Le persone che suggerivano altrimenti erano impossibilitati dal avere posizioni di influenza e potere.

Persone che segnalavano della minaccia crescente di Hitler, come era Winston Churchill erano una voce di minoranza. Infatti lo stesso Churchill era escluso dal gruppo centrale che prendeva decisioni del Primo Ministro Neville Chamberlain, fino a che Chamberlain dichiaro’ guerra nel settembre 1939.

Come cittadino australiano Stuart McMillen ha osservato lo stesso comportamento nella vita pubblica dell’Australia nella loro storia recente. Soprattutto negli anni dopo l’elezione di Tony Abbott come guida del partito conservativo australiano nel 2009. Abbott supporto’ la sua carriera politica minando gli sforzi per agire contro i cambiamenti climatici e fu eletto Primo Ministro nel 2013. Dopo la sua elezione i consiglieri ben informati sulla scienza furono licenziati o messi a tacere, e la politica del loro governo si mosse esplicitamente verso l’industria mineraria.

In altre parole Stuart McMillen vede dei paralleli evidenti tra la posizione del governo Australiano nei riguardi dei cambiamenti climatici e gli avvisi di Churchill su Hitler. Scienziati ben informati sono deliberatamente esclusi dai processi decisionali.

Stuart McMillen spera che la diga del diniego esploda e che questi scienziati informati ed esperti vengano riportati dentro all’apparato decisionale come accadde con Churchill nel 1939.

Merito dell’analogia 3) Sia la Germania Nazista che il cambiamento climatico erano chiari e crescenti pericoli per anni prima che fosse stato fatto qualcosa. In entrambi i casi abbiamo deciso di non agire sulle basi delle nostre informazioni fino a molto dopo.

C’erano ampie prove del pericolo posto da Adolf Hitler e dalla Germania Nazista molto, ma molto prima che Francia e Gran Bretagna dichiarassero guerra nel settembre 1939. Tuttavia a dispetto delle prove dell’imprigionamento e dell’uccisione dei nemici di Hitler, della re-militarizzazione delle sue forze armate e dell’annessione dell’Austria e Cecoslovacchia, il mondo decise di ignorarlo.

Questa e’ la nostra situazione al riguardo del riscaldamento globale. Il peso delle prove scientifiche che supportano l’ipotesi che ‘il CO2 causa il riscaldamento globale’ si e’ accumulato per anni. Tuttavia abbiamo fatto poco per contenere e ridurre le emissioni su ampia scala.

Merito dell’analogia 4) Entrambi i problemi richiedono di reindirizzare lo scopo e la direzione dello sforzo industriale. Questo richiede una trasformazione sociale estensiva.

La guerra richiedeva che la tecnologicamente avanzata Gran Bretagna cambiasse radicalmente il suo punto centrale industriale. Le fabbriche di macchine improvvisamente iniziarono a costruire aerei. Fabbriche di vestiti di punto in bianco iniziarono a cucire uniformi. Furono messe nuove priorità nazionali e la popolazione andò al lavoro facendo i nuovi lavori che dovevano essere fatti.

Al momento la nostra economia industriale non ha restrizioni che limitino il CO2 che l’umanità può rilasciare nell’atmosfera. Il fine ultimo e’ far crescere senza fine l’economia.

Stuart McMilllen propone che la nostra economia si reinventi in modo che il fine ultimo cambi. Limitando la nostra economia con prove scientifiche, per esempio ponendo limiti sull’emissione di CO2, possiamo usare l’economia come uno strumento per un cambio in positivo.

Pensala come se premi il tuo pollice sulla fine di una pompa da giardino. Lo stesso volume d’acqua passa per l’uscita ristretta, ma e’ indirizzata in modo migliore. La forza direzionata può essere usata per compiti utili come togliere detriti da un selciato, più di quelli che lo stesso volume d’acqua che esce pigramente dalla pompa può fare.

Questo e’ quello che la Gran Bretagna fece durante la Seconda Guerra Mondiale. Reindirizzo’ i suoi sforzi economici verso un fine specifico: sconfiggere la Germania Nazista di Hitler.

Per fortuna in questo caso non dobbiamo fare sforzi per costruire bombe o sparare ad esseri umani. Possiamo lavorare insieme in un modo collaborativo internazionale focalizzato a ridurre le emissioni umane di CO2 e per riabilitare l’ecosistema della Terra.

Merito dell’analogia 5) Stuart discute della ‘diga delle non azioni’ che previene azioni che modifichino lo status quo. Ci possono essere molte dighe, che esplodono in tempi differenti in diverse nazioni e regioni.

Diverse nazioni hanno dichiarato guerra alla Germania Nazista in tempi diversi. La Gran Bretagna lo fece nel settembre 1939, ma gli Stati Uniti aspettarono fino al dicembre 1941 prima di dichiarare guerra ad Hitler: 27 mesi dopo.

Ci potrebbe essere uno scenario simile dove alcune nazioni decidono di tagliare radicalmente le emissioni di CO2, mentre altre nazioni aspettano per far lo stesso.

Merito dell’analogia 6) La popolazione Britannica supportava lo sforzo per la guerra dopo che la Gran Bretagna entro’ in guerra. Stuart McMillen predice che la maggior parte delle persone supporterebbe un piano di riduzione del CO2 una volta che iniziasse un equo piano globale.

Sebbene entrare in guerra contro la Germania Nazista era un idea impopolare, lo sforzo di guerra fu supportato dalla pubblica opinione durante il 1939 e il 1945.

I sacrifici per la guerra erano visti come necessari fra la popolazione della Gran Bretagna durante la Seconda Guerra Mondiale. Sconfiggere Adolf Hitler e fermare l’espansione della Germania Nazista era vista come una giusta causa.

Una volta che iniziamo i nostri sforzi per tagliare le emissioni di CO2, Stuart McMillen si aspetta e spera che l’opinione pubblica supporterà le nostre azioni.

Merito dell’analogia 7) Il governo Inglese incoraggio’ la solidarietà nazionale diminuendo la distanza fra i ricchi e i poveri. Questo approccio sarà una caratteristica necessaria per combattere i cambiamenti climatici.

Durante la Seconda Guerra Mondiale c’è stato un periodo di 12 mesi fra il 1940-1 che Winston Churchill ha descritto come “Le Ore Più Buie”.

Durante questo periodo la Gran Bretagna era l’unica nazione Europea che lottava contro il Nazismo. Russia e gli Stati Uniti non erano ancora entrati in guerra. Tutte le altre nazioni Europee erano o politicamente neutrali o erano già state conquistate dalla Germania Nazista di Hitler. La Gran Bretagna era isolata nella sua lotta contro Hitler.

Come scritto sopra, la IPCC stima che un aumento della temperatura globale di circa 1.4ºC sia inevitabile a causa del CO2 che abbiamo già emesso. Come la Gran Bretagna durante la seconda guerra mondiale queste sono le difficoltà che dobbiamo affrontare nel nostro viaggio verso una civilizzazione senza carbonio.

Chiamata per i Mecenati

I fumetti di Stuart Mc Millen sono un creazione d’amore. Scrive su argomenti che sono importanti per lui, e poi pubblica i fumetti sul suo sito per una lettura gratuita.

Ha una raccolta fondi attiva su Patreon.com. Su quel sito, tu lettore, puoi attivare un pagamento mensile ricorrente. Stuart usa questi soldi per finanziare la sua costante creazione di fumetti per il suo sito.

In cambio del suo supporto economico, Stuart ringrazia il suo mecenate finanziatore con ricompense, come sessioni di domande e risposte in rete o cartoline scritte a mano, numerate, con illustrazioni del suo lavoro d’artista.

Per favore visita la sua pagina del Mecenate a patreon.com/stumcm

I suoi fumetti attirano solo pochi e idiosincratici lettori, supportalo anche tu perche’ continui a disegnare e a pubblicare.

Studio sul delta-9-tetracannabinolo (THC) per la cura del glaucoma allo stadio terminale ad angolo aperto

Traduzione non certificata da PubMed per l’articolo completo segui questo collegamento

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=12545695

Personalmente ho conosciute persone che mi hanno riferito che hanno avuti benefici con la cannabis per il trattamento del loro glaucoma per questo ho deciso di approfondire l’argomento con questa ricerca fatta in California.

Il glaucoma e’ una malattia dovuta all’aumento della pressione all’interno dell’occhio ed e’ una delle più frequenti cause di cecità nel mondo. In condizioni normali all’interno dell’occhio e’ presente un liquido che viene continuamente riassorbito e prodotto. In caso di glaucoma il liquido non viene riassorbito e aumenta la pressione intraoculare.

Studio sul delta-9-tetracannabinolo (THC) per la cura del glaucoma allo stadio terminale ad angolo aperto.

SCOPO:

Ci sono prove che i derivati dai cannabinoidi possono abbassare la pressione intraoculare. Alcuni pazienti con glaucoma sono convinti che sono privati di un trattamento funzionante. Il Research Advisory Panel della California ha quindi fondato il Programma di Ricerca Terapeutica sulla Cannabis per permettere accesso compassionevole ai derivati della cannabis. Sono stati raccolti dati per l’utilità e la tossicita’ di questi derivati.

METODO:

I pazienti furono medicati con delta-9-tetrocannabinoide oralmente con capsule o inalato oltre al loro regime terapeutico esistente.

RISULTATI:

Sebbene 20 oftalmologi siano stati approvati come investigatori, solo nove pazienti furono scelti per lo studio. Ci fu un iniziale diminuzione nella pressione intraoculare in tutti i pazienti, e il risultato cercato fu ottenuto in quattro dei nove pazienti. Comunque la diminuzione della pressione intraoculare non fu mantenuta e tutti i pazienti scelsero di smettere il trattamento dal primo al nono mese per ragioni diverse.

CONCLUSIONI:

Questo studio non controllato non casuale non permette una conclusione definitiva sull’efficacia o sulla tossicità dei cannabinoidi nel trattamento del glaucoma. C’è un impressione che questo trattamento possa abbassare la pressione intraoculare, ma lo sviluppo della tolleranza sembra limitare l’utilità di questo potenziale trattamento. Sia i pazienti che gli oftalmologi hanno molto apprezzato l’opportunità di partecipare in questo studio.

InMoov Robot stampato in 3D a grandezza naturale di Gael Langevin

Gael Langevin e’ uno scultore e un designer Francese. Lavora con i marchi più grossi da più di 25 anni.

InMoov
InMoov

InMoov e’ il suo progetto personale, iniziato nel Gennaio 2012 come la prima mano prostetica a sorgenti aperte, questo progetto ha aperto la strada a progetti come Bionico, E-Nable e molti altri.

InMoov e’ il primo robot a grandezza naturale a sorgenti aperte.

E’ replicabile su qualsiasi stampante 3D con un area di stampa di 12x12x12cm, e’ stato pensato come piattaforma di sviluppo per Università, Laboratori, Hobbisti e per tutti i Makers.

InMoov
InMoov

InMoov e’ stato pensato per essere fattibile per chiunque. A seconda di dove ti procuri le parti, può essere costruito da chiunque abbia una stampante 3D per meno di 1000 euro. Usa componenti comuni tipo servi e sensori economici, e usa software ottenibile liberamente.

Il concetto per InMoov naque quando una compagnia francese chiese a Langevin di progettare un arto prostetico futuristico. Langevin fece il prototipo e se lo stampo’ a casa con la sua stampante 3D. Decise poi di caricarlo su Thingiverse in modo che chiunque potesse riprodurre il suo prototipo. Quasi subito si formo’ una comunità attorno al suo progetto. Spinto dal suo successo Langevin decise di iniziare a costruire un robot umanoide completo.

Gael-Working-on-InMoov2

A Langevin piace l’idea di tenere il suo progetto aperto, usa Blender e GNU/Linux per progettarlo. Vuole dare indietro qualcosa alla comunità perché ha imparato molto dalla rete.

Il ritmo del progetto InMoov continua ad accelerare, ispirando altre persone grazie al suo idealismo a sorgenti aperte. Condividere e dando informazioni si da un messaggio che possiamo costruire il mondo attorno a noi.

Forse questo primo robot umanoide e’ un messaggio di speranza per tutti noi.

TheSig

RIcerche sulla cannabis da cancer.gov

Questo articolo e’ una traduzione parziale di cancer.gov a questo collegamento l’articolo completo.

http://www.cancer.gov/about-cancer/treatment/cam/patient/cannabis-pdq/#link/_13

LiberaTutti non si prende responsabilità per la correttezza di questa traduzione, e’ stata tradotto per curiosita’. Leggi il testo in inglese o fallo tradurre da traduttori certificati per essere sicuro/a del significato tecnico di quell’articolo.

Studi preclinici dei cannabinoidi hanno investigato le seguenti attività:

Attivita antitumorali

  • Studi con topi e ratti hanno mostrato che i cannabinoidi potrebbero inibire la crescita tumorale causando la morte della cellula, bloccando la crescita della cellula e bloccando lo sviluppo dei capillari necessari dal tumore per crescere. Studi sugli animali e in laboratorio hanno mostrato che i cannabinoidi potrebbero essere in grado di uccidere le cellule cancerogene mentre proteggono le cellule normali.
  • Uno studio con topi ha mostrato che i cannabinoidi potrebbero proteggere contro l’infiammazione del colon e che potrebbero avere un potenziale nel ridurre il rischio di cancro al colon e possibilmente per il suo trattamento.
  • Uno studio di laboratorio del delta-9-THC nel cancro al fegato ha mostrato che il Delta-9-THC ha danneggiato o ucciso le cellule tumorali. Lo stesso studio con il Delta-9-THC con topi con cancro al fegato ha mostrato che aveva un effetto antitumorale. Il Delta-9-THC ha causato questi effetti agendo su molecole che potrebbero essere trovate anche in cancro al polmone non piccolo e cancro al seno.

Stimolazione dell’appetito

  • Molti studi su animali hanno mostrato che il delta-9-THC e altri cannabinoidi stimolano l’appettito e aumentano l’energia assorbita dal cibo.

Cura del dolore

  • I cannabiniodi sono stati studiati per effetti anti-infiammatori che potrebbero avere un peso nella cura del dolore

Il Parco Per Ratti riflessioni sul fumetto di Stuart McMillen

Contrariamente all’aspetto prettamente ‘legale’ del fumetto “Guerra Alle Droghe”, il “Parco Per Ratti” parla della scienza dietro la dipendenza da stupefacente.

In qualche modo la dipendenza e’ il cuore delle leggi proibizionistiche. La paura e’ che le droghe abbiano un potere quasi magico, che se rese legali nessuno non potrebbe non provarle.

Questo concetto sembra attecchire anche con chi e’ a favore della legalizzazione delle cosiddette droghe leggere come la cannabis. L’argomento di queste persone e’ che la cannabis e MDMA sono droghe leggere che non danno dipendenza al contrario di droghe pesanti come l’eroina e la cocaina, i quali componenti chimici portano alla dipendenza. In altre parole: la dipendenza e’ una conseguenza biochimica di un individuo che assume determinate sostanze e non un fattore legato al fatto di sentirsi più o meno ‘in gabbia’.

Il punto di vista di Stuart McMillen e il mio e’ cambiato dopo aver letto dell’esperimento del Parco Per Ratti. Certo, sono esperimenti su roditori e non possono essere applicati agli esseri umani.

Esiste un libro del Prof. Bruce Alexander “The Globalization of Addiction” che parla della dipendenza sugli uomini. In questo libro un intero capitolo e’ dedicato a ribattere il mito della droga demoniaca: la credenza che ci siano conseguenze automatiche dovute alla chimica degli stupefacenti. I due paragrafi che seguono sono esempi dal capitolo 8 del libro di Bruce Alexander.

Durante la Guerra Del Vietnam molti soldati Americani provarono l’eroina, il 19% delle truppe schierate divennero dipendenti dall’eroina. Tuttavia l’88% dei soldati dipendenti da eroina furono in grado di tornare a casa senza problemi di ricadute nei primi tre anni nel suolo Americano. Il cambio d’ambiente (tornare a casa dallo stress di una vita come soldato in servizio in una zona di guerra) fu’ sufficiente per permettere ai soldati di smettere semplicemente di prendere la droga senza problemi di dipendenza psicologica o con i sintomi fisici di astinenza.

[fonte]

Un altro esempio che contraddice la spiegazione biochimica per la dipendenza da droga viene dal sistema medico Inglese. I dottori del Regno Unito prescrivono regolarmente eroina come cura per pazienti con vari problemi medici come dolore cronico, parto, tosse e diarrea. Questa pratica si e’ estesa anche a pazienti pediatrici. Solo nel 1972, le prescrizioni nazionale furono di un totale di 29 chili di eroina pura, l’equivalente di 7 milioni di iniezioni da 4mg. Questi pazienti furono in grado di completare il loro trattamento ospedaliero e di riprendere le loro viti normali, evidentemente senza dipendenza, desiderio o sintomi d’astinenza. [fonte]

Se una spiegazione biochimica per la dipendenza fosse vera, tutti i ratti negli esperimenti “Perdere L’Abitudine” del Parco Per Ratti avrebbero dovuto prendere le droghe allo stesso rateo compulsivamente.

Se la spiegazione biochimica per la dipendenza fosse vera, il 100% dei veterani del Vietnam avrebbe dovuto soffrire di sintomi di astinenza una volta che, ritornati in America, hanno interrotto il loro uso di eroina. E il 100% dei pazienti degli ospedali Inglesi a cui e’ stata data eroina (inclusi i pazienti del reparto di pediatria) come terapia del dolore, avrebbero dovuto diventare dipendenti per esposizione alla droga.

Ma non e’ successo, quindi la verità deve essere da qualche altra parte. La biochimica e’ probabilmente parte della risposta, ma questi esempi suggeriscono che ci sono altri fattori in gioco.

In questo articolo non si sta negando il fatto che certe droghe tendono a portare alla dipendenza. Alcool, eroina e metanfetamine sembrano esempi calzanti di droghe con propieta’ che permettono agli utilizzatori di sfuocare la realtà e dimenticare, anche se temporaneamente, i loro problemi.

Tuttavia se la causa sono veramente le droghe, allora per definizione chiunque provi queste sostanze dovrebbe diventare dipendente alla stessa maniera. Semplicemente non e’ cosi’ che funziona.

Non sono un esperto nel campo della dipendenza. Mentre mi sento in grado di criticare il concetto di dipendenza biochimica attraverso la forza della logica, non sono qualificato per definire la vera causa della dipendenza.

Un posto migliore per cercare una risposta e’ il libro di Bruce Alexander The Globalization of Addiction .

Guerra alle droghe riflessioni sul fumetto di Stuart McMillen

Il fumetto di Stuart McMillen “Guerra Alle Droghe” guarda alle leggi che la nostra società usa per cercare di fermare le persone dall’assumere droghe.

Il fumetto fa un parallelo con il proibizionismo dell’alcool, mostrando la futilità della criminalizzazione delle droghe, e come leggi ben intenzionate, possano rendere il problema peggiore.

Si può dire che cercare di fermare l’utilizzo di droghe con il proibizionismo, sia come cercare di fermare il fenomeno delle ragazze madri con leggi che richiedano un astinenza universale.

Il proibizionismo totale non funzionerà mai, ecco perché dovremmo, invece, adottare una politica di riduzione del danno, che rispetti la dignità delle persone che assumono stupefacenti e che si focalizzi sulla sicurezza degli assuntori. Questa e’ stata la politica scelta per minimizzare le adolescenti incinte e le malattie sessualmente trasmissibili. Provvedendo una varietà di scelte, rendiamo la vita più sicura per chi magari non vive la stessa ‘ideale’ realtà sociale nei comportamenti riproduttivi.

Ci sono poche persone oggi nel 2015, che guardano indietro al Proibizionismo dell’alcool nel 1920 come un periodo d’oro al quale dovremmo tornare. Tuttavia vivendo l’era corrente di leggi anti droga, non riusciamo a vedere la follia del moderno proibizionismo.

Nel fumetto “Guerra Alle Droghe” Stuart McMillen ha usato il Proibizionismo del 1920 come tema centrale. Il Proibizionismo e’ stato un esperimento poco popolare e un fallimento nel bandire le vendite di alcool, ed e’ accaduto sotto gli occhi di tutti. Facendo una comparazione con il Proibizionismo di alcool, Stuart McMillen invita i lettori che magari supportano lo status-quo delle correnti leggi sul proibizionismo degli stupefacenti a mettere in discussione i loro pensieri.

L’unica ragione che ci permette di gravitare attorno alle correnti leggi sulle droghe e’ una mentalità che ci dice che le droghe dovrebbero essere rese inavvicinabili, e che gli utilizzatori di droghe dovrebbero essere puniti per i loro peccati.

Ci stomaca il pensare a persone che scelgono ‘l’alta morale’ quando difendono il proibizionismo. In particolare quando enfatizzano i rischi inerenti al consumare stupefacenti dicendo frasi tipo ‘non sai cosa prendi quando compri droghe’ oppure ‘non sai quanto ne prendi quando usi droghe’.

Questi estremisti preferirebbero vedere i consumatori di droga morire di overdose cosi’ che possano servire come avvertimento agli altri. Queste persone non capiscono che la maggior parte dei rischi dell’assunzione di droga sono controindicazioni del mercato nero che loro difendono. Come esempio fai riferimento alle informazioni che sono disponibili sulle bottiglie di alcool, descrivono esattamente quanti bicchieri standard sono disponibili in ogni bottiglia, con informazioni su dove la bevanda sia stata prodotta. Non c’è una ragione del perché le stesse informazioni non potrebbero essere disponibili ad altre droghe se legalizzate.

Con il costo della Guerra Alle Droghe stimato fra i 70 e 105 miliardi di dollari per anno nei soli Stati Uniti, e’ giunto il tempo di un approccio più razionale. Grazie agli esempi di altre nazioni, il Portogallo in testa, si sa cosa può accadere se le droghe sono decriminalizzate. Il cielo non ci cade addosso, come le persone critiche temevano. E’ successo il contrario, molti aspetti positivi sono emersi dalla decriminalizzazione di tutte le droghe in Portogallo.

[1] In Portogallo e’ infatti possibile comprare legalmente ed avere addosso fino a un grammo di eroina, due grammi di cocaina, 25 grammi di cannabis o cinque grammi di hashish e girare per le strade di Lisbona senza aver paura di ripercussioni. MDMA l’ingrediente attivo dell’ecstasy ed anfetamina inclusa la speed e la metanfetamina possono essere possedute in quantità fino a un grammo. Questi quantitativi dovrebbero bastare per un uso di circa dieci giorni.

João Goulão spiega come, visto che il proibizionismo non funziona, in Portogallo abbiano pensato che forse forse, la decriminalizzazione era la strada da seguire.

Nella loro guerra alla droghe i Portoghesi non criminalizzano gli utilizzatori, le sostanze contenute nella tabella 30/2000 sono ancora illegali in Portogallo, altrimenti avrebbero avuto problemi con l’UN, ma usare droghe ora in Portogallo non e’ niente più che un infrazione, come prendere una multa per divieto di sosta.

Gli utilizzatori di droghe non sono criminali in Portogallo, quindi non devono essere trattati come tali, devono essere nella condizione legale di cercare aiuto senza paura di ripercussioni.

I dati raccolti in questi anni mostrano che l’uso di droghe fra adolescenti, grazie a un informazione data anche a scuola e’ diminuito, il numero di drogati che ha fatto un periodo di riabilitazione e’ aumentato. E’ diminuita, in maniera significante, la trasmissione del HIV fra i tossicodipendenti.

Dai dati raccolti in dodici anni di decriminalizzazione e’ emerso il fatto che la scelta fatta dal Portogallo non ha peggiorato di sicuro il problema come qualche scettico prevedeva.

[2] Per quanto riguarda l’Italia le stime di due ricercatori di Messina dicono che a parte il gettito fiscale derivante dalla tassazione di un mercato di fatto già libero, ci sarebbero risparmi superiori ai 574 milioni di euro come effetto della mancata repressione dei venditori e consumatori di cannabis.

Con un aliquota del 75% come quella usata per il tabacco i benefici legali della legalizzazione della cannabis vanno dai 5,8 agli 8,5 miliardi di euro.

Che aspettiamo ancora?

Un altro fenomeno da non sottovalutare e’ il fatto che con la cannabis legale meno persone sarebbero avvicinate da altre sostanze illegali che spacciatori senza scrupoli fanno assaggiare anche gratis contando sul fatto che sia cannabis che altre droghe al momento sono illegali.

Le esperienze di Uruguay e di alcuni stati Usa, come quello del Colorado, hanno dimostrato che legalizzando la cannabis la criminalità regredisce. Nel Colorado, per esempio, lo spaccio illegale si è ridotto di due terzi, mentre rapine e furti sono diminuiti di cifre comprese fra il 3 e il 10 %.

[1] http://www.spiegel.de/international/europe/evaluating-drug-decriminalization-in-portugal-12-years-later-a-891060.html

[2] http://www.corriere.it/cronache/15_agosto_06/cannabis-legalizzazione-fruttera-stato-fino-ad-85-miliardi-euro-b3c81718-3c45-11e5-923b-31d1f7def042.shtml?refresh_ce-cp

La rete globale aka internet non e’ il male ma il bene

Internet e’ stato reso libero all’inizio.

Dei miei momenti da adolescente mi ricordo un personaggio dai lunghi capelli ricci che andava da Ricordi per impararsi a memoria gratis gli accordi, la rete globale ha sicuramente aiutato la condivisione legale di spartiti e musica in generale.

Contrariamente a quanto si pensava la pirateria non e’ stato il male  che si credeva, anzi aiuta la diffusione di un film, e in molti,oramai preferiscono guardare prima di pagare.

Libero come in liberta’ di parola non gratis. La connessione si paga infatti, software libero e internet sono liberta’, non gratis. Qualcuno che li sviluppa e investe tempo e denaro c’e’ sempre.

Tempo e soldi investiti vale anche per il software opensource e il software libero, per questo si dona ai progetti, per supportare lo sviluppo. Io ho donato non solo a progetti che uso come Inkscape ma anche a GnuRadio anche se e’ un progetto che non uso ne usero’ a breve per esempio.

Basta poco, pensa a quanto risparmi, usare copie piratate alimenta un mercato illegale e supporta in modo indiretto le multinazionali del software/programmi.

Kossel stampante 3D robot parametrico delta da veri geek-nerd

kossel 3d printerLa Kossel e’ un robot delta parametrico, costruito nel 2010 da Johann a Seattle, USA, e’ basata sul prototipo dello stesso autore la Rostock.

Prende il  nome da Albrecht Kossel, un biochimico Tedesco e pioniere nello studio della genetica. Gli hanno consegnato il premio Nobel nel 1910 per la fisiologia o la medicina per il suo studio nel determinare la composizione chimica degli acidi del nucleo, la sostanza genetica delle cellule biologiche.

Ci sono persone che hanno sviluppato versioni di questa stampante anche piu’ grandi ma purtroppo sul sito della RepRap non e’ tornata indietro, al momento, la ricerca che hanno fatto.

Non dimentichiamoci che tutto nasce come progetto libero di Adrian Bowyer all’epoca sognatore della Darwin. Gli sviluppatori iniziali hanno donato molta conoscenza libera per far aiutare la Terza Rivoluzione Industriale.

Il motto del progetto reprap, e’ benessere senza soldi, motto non pienamente capito da tutti. Wealth without money in inglese.

Un video sull’assemblaggio di un Kossel [robot].

Il robot delta parametrico Kossel che stampa

 

Mendel Prusa una stampante ottima per iniziare a stampare

190px-Assembled-prusa-mendel

Personalmente penso che, visto che quando ancora una novita’ il progetto RepRap, anni fa, funzionava per un novizio,  funziona anche adessso, la prima revisione della Mendel Prusa aveva i cuscinetti in PLA stampati. Piu’ economica.

La seconda revisione, leggermente piu’ costosa, ha i cuscinetti LMUU8 lineari che richiedono barre in acciaio temprato altrimenti grippano. Lascia stare le barre in alluminio anche se son piu’ belle da vedere, e’ soffice come materiale.

Io ho fatto un modello di Mendel Prusa con un area di stampa di 200x200x200mm semplicemente allungando le barre filettate e quelle lisce.

Si muove un po’ ma per stampare a velocita’ normale, non superveloce va benissimo, alla fine sto scrivendo di una stampante 3D che serve a far risparmiare e avere una velocita’ discreta, per una stampante con un telaio piu’ rigido, ma che ha bisogno di un laser o di una fresa cnc [a controllo numerico n.d.b.]e’ stata sviluppata la Stallman.

A questo collegamento puoi trovare i progetti per la Mendel Prusa versione II.

A questo collegamento puoi trovare i progetti per la Mendel Prusa versione II.

Quello che secondo me ha aiutato alla diffusione della Mendel Prusa e’ stato il manuale di assemblaggio che puoi scaricare in inglese qua:

http://garyhodgson.com/reprap/prusa-mendel-visual-instructions/

Per la fine dell’anno cerco di tradurre in italiano il manuale, contattami se hai una licenza di Microsfot Pub e vuoi inserire le mie traduzioni, mi ha sempre bloccato il fatto che fosse scritto su un programma non libero.

LibreOffice funziona benissimo, provalo.